Ti lavi i denti due volte al giorno, vai dal dentista regolarmente e pensi di fare tutto giusto. Eppure ci sono abitudini quotidiane che rovinano i denti in silenzio, senza che ce ne accorgiamo. Eccone cinque tra le più comuni.
1. Mordere oggetti e aprire cose con i denti
Quante volte hai aperto una busta di patatine con i denti, o mordicchiato la penna durante una riunione? È un gesto automatico, quasi inconscio, ma i denti non sono strumenti. Lo smalto dentale è il tessuto più duro del corpo umano, ma non è indistruttibile. Sottoporre i denti a forze per cui non sono stati progettati, aprire bottiglie, staccare etichette, mordere fili, può causare microfratture dello smalto che nel tempo si allargano, rendendo i denti più vulnerabili alle carie e alla sensibilità. In casi estremi si può arrivare addirittura alla frattura di un dente, con conseguenze ben più serie e costose da risolvere.
Il consiglio è semplice: tieni sempre a portata di mano un paio di forbici e usa gli strumenti giusti per ogni cosa. I denti ringraziranno.
2. Bere succhi di frutta e bevande “salutari”
Molte persone hanno eliminato le bibite gassate dalla propria dieta convinte di fare una scelta salutare per i denti. In parte è vero, le bibite gassate sono tra i peggiori nemici dello smalto. Ma attenzione: anche molte bevande considerate sane nascondono insidie per la salute orale.
I succhi di frutta, anche quelli 100% naturali senza zuccheri aggiunti, contengono acidi e zuccheri naturali che attaccano lo smalto esattamente come una bibita. Le bevande energetiche, le acque aromatizzate e persino alcune tisane alla frutta hanno un pH acido che nel tempo erode lo smalto in modo irreversibile. L’erosione acida è subdola perché avviene lentamente e senza dolore, finché i denti non diventano visibilmente più sottili, più gialli e più sensibili.
Il consiglio è berle durante i pasti, non sorseggiandole lentamente nell’arco della giornata, più a lungo i denti sono esposti all’acido, più il danno è grave. E dopo averle bevute, aspetta almeno 30 minuti prima di lavarti i denti: lo smalto appena attaccato dagli acidi è temporaneamente più morbido e lo spazzolino immediato può danneggiarlo ulteriormente.
3. Digrignare i denti di notte
Il bruxismo, il termine tecnico per indicare il digrignamento o il serramento dei denti, è un problema molto più diffuso di quanto si pensi. Si stima che ne soffra circa una persona su tre, e la maggior parte lo fa di notte, durante il sonno, senza saperlo. Chi lo scopre spesso lo fa attraverso il partner che sente il rumore fastidioso di notte, oppure attraverso il dentista che nota i segni caratteristici sui denti.
Il problema è che durante il bruxismo i denti vengono sottoposti a forze enormi, molto superiori a quelle della normale masticazione. Nel tempo questo causa l’usura dello smalto, l’appiattimento delle superfici dentali, la sensibilità al freddo e al caldo e in casi gravi dolori alla mascella, mal di testa mattutini e problemi all’articolazione temporo-mandibolare.
Le cause principali sono lo stress e l’ansia, ma anche una malocclusione, cioè un morso non perfettamente allineato, può favorire il bruxismo. La soluzione più comune è un bite notturno, un piccolo apparecchio su misura che protegge i denti durante il sonno. Se sospetti di soffrirne, parlane con il tuo dentista.
4. Spazzolarsi i denti troppo forte
Sembra un paradosso: uno dei gesti che facciamo per proteggere i denti può in realtà danneggiarli. Molte persone credono che spazzolare con forza significhi pulire meglio, ma è esattamente il contrario. Una pressione eccessiva sullo spazzolino, soprattutto se con setole dure, non rimuove meglio la placca, ma danneggia lo smalto e causa la recessione gengivale, cioè l’abbassamento delle gengive.
Quando le gengive si ritirano, espongono la radice del dente, che è molto più sensibile e vulnerabile alle carie rispetto alla corona. La recessione gengivale è praticamente irreversibile senza intervento chirurgico, quindi è molto meglio prevenirla.
La tecnica corretta prevede movimenti delicati e circolari, con uno spazzolino a setole morbide o medio-morbide. Anche la pressione deve essere leggera, se dopo pochi mesi le setole del tuo spazzolino sono già svasate verso l’esterno, stai spingendo troppo. Gli spazzolini elettrici con sensore di pressione possono essere un ottimo aiuto per chi ha difficoltà a calibrare la forza.
5. Saltare i controlli dal dentista “perché non ho male”
Questa è forse la più insidiosa di tutte. Moltissime persone vanno dal dentista solo quando hanno dolore, convinte che finché non fa male non ci sia nulla da sistemare. È un errore che può costare caro, in tutti i sensi.
La carie nelle fasi iniziali non fa assolutamente niente male. Lo stesso vale per la parodontite, la malattia delle gengive che in silenzio distrugge il tessuto di supporto dei denti fino a causarne la perdita. E ancora, l’erosione acida, il bruxismo, le piccole fratture, tutte condizioni che un dentista esperto può individuare durante un controllo di routine, quando intervenire è ancora semplice e poco costoso.
Aspettare che il dente faccia male significa spesso dover ricorrere a cure molto più invasive e costose: devitalizzazioni, estrazioni, impianti. Un controllo ogni sei mesi, invece, permette di intercettare i problemi sul nascere, risolvere tutto con un piccolo intervento e mantenere la bocca in salute nel tempo.
Prevenire, come sempre, è molto meglio che curare.
Prendersi cura dei denti non significa solo lavarli mattina e sera. Significa anche prestare attenzione alle piccole abitudini quotidiane che sembrano innocue ma che nel tempo lasciano il segno. La buona notizia è che bastano piccoli accorgimenti per fare una grande differenza.
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